ANESTESIA |
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Le anestesie che vengono praticate negli studi dentistici sono in prevalenza anestesie locali o con protossido d'azoto. Le anestesie generali sono di pertinenza delle varie strutture ospedaliere e per particolari casi, non trattabili normalmente. Le anestesie locali, eseguite con fiale ed aghi monouso, si distinguono in:
Se dall'anamnesi del paziente risultano patologie vascolari, cardiache, diabete, ipertensione, glaucoma, ipertiroidismo, nefropatie, è da sconsigliare l'uso di anestesie contenenti vasocostrittori. In caso di pazienti allergici occorre sempre che siano effettuate le prove allergologiche all'anestetico da usare. Spesso l'allergia è dovuta alla presenza dei conservanti. Il paziente che può aver accusato uno "svenimento" dopo un'anestesia è portato a dare la colpa all'anestetico: tale fenomeno di lipotimia è prevalentemente dovuto alla tensione con cui si affronta il momento dell'anestesia e al rilassamento post iniezione. Gli anestetici per uso topico (pomate o spray) sono utili come pre-anestetico. Negli adulti per l'anestesia locale nelle tasche periodontali per le procedure diagnostiche e terapeutiche, come l'esplorazione, l'ablazione del tartaro e/o levigatura delle radici.
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