Controlli ai denti, occhiali e pannolini: le cure pediatriche in tempo di crisi

Controlli ai denti, occhiali e pannolini: le cure pediatriche in tempo di crisi

Le indagini confermano: non solo le indagini diagnostiche segnano il passo, ma anche la prevenzione nel suo complesso registra un preoccupante arresto. E anche il futuro non promette nulla di buono.

In tempo di crisi anche cure e prevenzione della salute infantile sono in difficoltà. La conferma arriva da due indagini condotte da Paidòs, l'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia. La nuova organizzazione, recentemente presentata a Milano, si pone l'obiettivo di migliorare le condizioni di salute e gli stili di vita di bambini e adolescenti. Una ricerca ha coinvolto i pediatri, l'altra i genitori. Spiega Giuseppe Mele, presidente di Paidòs e presidente uscente di FIMP, Federazione italiana medici pediatri: "Si registra un disagio economico pesante sulle famiglie, avvertito nel 90% dei casi (19% molto, 71% abbastanza), e in misura maggiore rispetto al passato. Un sintomo di prospettive poco tranquillizzanti per il futuro. Non solo le indagini diagnostiche segnano il passo, ma anche la prevenzione nel suo complesso registra un preoccupante arresto. L'accesso ai servizi socio-sanitari si sta riducendo soprattutto per i minori affetti da malattie croniche, i disabili e gli adolescenti con dipendenze. E per quei 720mila giovanissimi che in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta"-

I pediatri denunciano anche le ridotte possibilità di accedere a visite specialistiche non erogate dal sistema sanitario nazionale, o ad ambulatori con pagamento di ticket. E temono tagli nelle forniture di farmaci e alimenti dedicati soprattutto alle malattie rare, ripercussioni sull'assunzione di scorrette abitudini alimentari o sull'incremento di malattie infettive.

Dal canto loro i genitori sottolineano i costi elevati di tutto quello che serve peri i piccoli: i pannolini sono giudicati una spesa alta (57%), Pesano sul bilancio familiare anche i costi degli apparecchi per i denti (37%), occhiali (25%) e correttori ortopedici come scarpe e plantari (21%). Ancora poco adottate strategie come l'acquisto online o di gruppo.

Aggiunge Giuseppe Mele: "Dalle indagini emerge la realtà di famiglie che temono di non poter garantire un'assistenza adeguata ai propri figli. Va ricordato anche che le possibilità di trovare un servizio pubblico di qualità variano da Regione a Regione. Un fenomeno noto da oltre 10 anni, da quando è stata attivata la norma federalista del welfare, senza definire standard minimi per godere di uguali servizi e diritti su tutto il territorio nazionale. I vincoli di spesa imposti dall'Europa e dalla crisi non fanno che aggravare la situazione".